Trama
14 settembre 1224, pendici meridionali del monte Penna, massiccio del monte La Verna, Appennino tosco-romagnolo. È il giorno nel quale, secondo la tradizione cattolica, San Francesco riceve le stigmate. Da giorni è in completa solitudine in mezzo ai boschi, passa le giornate in meditazione e in preghiera cercando di fondere il suo spirito con la natura che lo circonda, aspetta un segno, una voce, un qualcosa che gli faccia sentire la presenza dell’Eterno. E l’Eterno arriva e si presenta a lui nelle sembianze più inaspettate, ma più familiari e rassicuranti: quelle di Chiara. I due parlano a lungo, Francesco vorrebbe portare con sé un segno tangibile dell’incontro per poterlo testimoniare ai suoi compagni. L’Eterno cerca di convincerlo che non può continuare a martoriarsi e a soffrire in nome di un dio che, non solo, non ha mai voluto la sofferenza delle sue creature, ma che ha stabilito che per l’uomo sia arrivato il momento di crescere, di evolversi, di salire su un gradino più in alto nella scala che porta alla perfezione e vede in Francesco lo strumento perfetto per questo scopo. Ma i due non si capiscono. Francesco è ancora legato a un medioevo oscuro e chiede all’Eterno di imprimere sulle sue carni il suo sigillo. L’Eterno glielo nega ancora una volta e Francesco prende la decisione più estrema della sua vita.
Genere
Atto unico drammatico
Appunti tecnici
Appunti tecnici: 3 personaggi di cui 1 voce fuori scena (2u e 1d) Da curare gli effetti speciali della foresta (rumori e luci). Durata 25 minuti.