Trama

Nel maggio del 1981, in alcune sale giochi della periferia di Portland (Oregon) apparve un nuovo videogioco che in poco tempo divenne estremamente popolare al punto che, davanti al cabinet, si formavano lunghe code per poterlo provare causando talvolta anche delle risse. Si racconta che i giocatori smettevano di provare interesse per qualsiasi altro videogame e che dopo alcune partite i giocatori mostravano episodi di amnesia, insonnia, stress e incubi notturni, qualcuno parlò addirittura di suicidio. Ad infittire il mistero, si vociferava che periodicamente degli “uomini in nero” visitano le sale giochi dov’erano installati i cabinet, per controllarne le prestazioni, regolarne i parametri e testarne gli effetti. Sulle targhette dei cabinet era stampato il nome della compagnia costruttrice: la “Sinneslöschen”, parola tedesca composta che significa “estinzione dei sensi”. Dopo solo un mese i cabinet furono ritirati dalla compagnia e sparirono nel nulla, nessuno ne ebbe più notizia. Il nuovo gioco si chiamava “Polybius”. Eury, la ragazza di Orpheus, fu una delle prime vittime di Polybius, la sua mente fu risucchiata nell’inferno elettronico del gioco senza possibilità di ritorno. E come nel famoso mito greco, Orfeo andò alla ricerca della sua amata Euridice nell’oscurità dell’Ade facendo affidamento solo sulla sua abilità di cantore, Orpheus, disperato, si gettò nei meandri del videogioco maledetto determinato a riportare il suo amore fuori da quell’inferno confidando solo nella sua bravura di programmatore.
Genere

Dramma fantastico multimediale con musiche originali, pantomime e coreografie - tredici quadri

Appunti tecnici

9 personaggi (6u + 3d) oltre un corpo di ballo di 8 elementi (4u + 4d), alcuni dei personaggi possono anche essere interpretati dai componenti del corpo di ballo. Di particolare attenzione è la realizzazione di tutti gli effetti di luce e delle proiezioni all’interno della sala giochi. Durata 61 minuti. Costruito su musiche originali del Maestro Oliviero Lacagnina.

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