Trama
È la cronaca, in forma narrata, con l’inserimento di una vicenda di fantasia, in forma di dialogo recitato, della storia e della prigionia in un’antica torre, di Giovanni Passannante, il cuoco lucano che il 17 novembre 1978, con un coltello, attentò alla vita di Re Umberto I°. Passannante in un primo momento fu condannato a morte, successivamente la pena fu commutata nei lavori forzati a vita. La realtà fu ben altra: tenuto prigioniero per dieci anni in condizioni disumane, quattro dei quali al buio, in una cella sotto il livello del mare, divorato dall’umidità e dello scorbuto e privato della più semplice forma di contatto umano, Passannante si trasformò in una larva umana priva di senno. Il lavoro teatrale racconta dell’incontro tra Passannante ed un bambino, unico raggio di luce nella terribile vita del condannato.
Genere
Racconto teatrale drammatico con dialoghi - atto unico.
Appunti tecnici
1 narratore e 6 attori (5u + 1d: tre dei quali non compariranno in scena, ma se ne sentirà solo le voci). Due allestimenti scenici, con proiezione di disegni e fotografie d’epoca reperibili presso l’autore. Durata 40 minuti. Da curare in particolar modo l’uso delle luci e la creazione della tensione emozionale. Attenzione, durante lo spettacolo è prevista la proiezione di una serie di immagini essenziali per illustrare le varie fasi del racconto, di seguito troverai il download della presentazione in formato Powerpoint


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