Trama
È il seguito della commedia musicale “Rugantino” di Garinei e Giovannini. Dopo l’esecuzione di Rugantino, Rosetta se n’era andata da Roma con l’idea di non ritornarci mai più. Sono passati ventun’anni, siamo nel 1869 e Rosetta, saputo che Pio IX avrebbe indetto un Concilio, con la speranza di fare un po’ di fortuna torna, nella città santa con Cassandrino (il figlio avuto da Rugantino) per rilevare la vecchia osteria di Mastro Titta ubicata in piazza di Pasquino, proprio di fronte alla famosa statua parlante. Ma il potere temporale del Papa è agli sgoccioli e, mentre l’Italia festeggia l’unità conquistata, lo Stato Pontificio è rimasto isolato. Roma è una città stanca, annoiata, fatta di preti e di vecchi nobili, triste, chiusa su se stessa. Odora di vecchio, di arretrato, di anacronistico, non è più in grado di fermare il vento del cambiamento che sta per bussare alle sue porte. Cassandrino è un ragazzo scanzonato, spaccone, sempre sorridente e quando scopre che i versi e le battute scritte sui fogli attaccati alla base della statua servono a far imbestialire il Papa e tutto il Vaticano, non ci pensa due volte e, firmandosi “Marforio”, inizia a dialogare con il misterioso “Pasquino” che da anni fa sghignazzare tutta Roma con il suo sarcasmo. Tra colpi di scena, amori e musica, oltre a Rosetta, tornano a vivere alcuni personaggi di “Rugantino” tra cui Mastro Titta e la contessa Marta Paritelli per un omaggio musicale dedicato a Roma.
Genere
Commedia musicale in romanesco - due atti
Appunti tecnici
16 personaggi principali (11u e 5d) + altri personaggi secondari. Scena unica. Da curare l’esecuzione dei brani cantati. Durata 120’ minuti.